martedì, settembre 04, 2007

La vera Resistenza: una Storia diversa.




La definizione di Resistenza come bene assoluto indiscutibile è una delle tante falsità figlie di quella dittatura culturale della Sinistra che è nata in Italia con la teorizzazione di Gramsci ed ancora oggi infesta i nostri grezzi, autoreferenziali e provinciali atenei.

In realtà la Resistenza fu fenomeno molto complesso, ricco di sfaccettature ideologiche diverse (quando non opposte) e difficilmente inquadrabile in una sola formuletta. Il movimento popolare che fu la Resistenza diede di volta in volta sfogo a necessità, a sogni, ad alti ideali, o ad interessi poco nobili.

I partigiani non erano tutti uguali, né tutti buoni (come osò far capire tra le righe Cassola).

Quelli delle brigate comuniste si resero protagonisti, molto spesso, di prepotenze, furti, violenze gratuite e crimini impuniti anche contro l’inerme popolazione civile.

Tali delitti sono da sempre coperti da vergognoso silenzio.

Una pubblicazione di questi giorni (“La Piaggio a Pontedera”) prova a ridare memoria e quindi dignità a sei operai, innocenti lavoratori che non erano né soldati né fascisti, trucidati presso Biella nell’Ottobre del ’44 dalle truppe dei partigiani comunisti, che in questo caso si erano addirittura alleate per comuni interessi con i nazisti. Tale ricerca storica, ad opera di Roberto Gremmo e pubblicata da “Storia ribelle”, è certamente lodevole, ma il delitto che fa riemergere non rappresenta che una goccia di quel mare di atrocità commesse da coloro che, per una parziale e quindi menzognera tradizione storiografica dominante, siamo costretti a chiamare eroi.







Salo




7 Commenti:

Anonymous raser ha detto...

Il fatto che nell'ambito della resistenza si siano verificati crimini e storture può consentire di negarne il valore assoluto. altrimenti ti poni sullo stesso piano di quelli che, di contro, condannano gli alleati per il bombardamento di montecassino.

gli aspetti oscuri della rsistenza sono stati negati per molto tempo, è vero, ma questo non è responsabilità dei partigiani, bensì della politica e della necessità di "archiviare" il fascismo ed evitare che il dopoguerra italiano si trasformasse in una guerra civile.

10:02 PM  
Blogger Salo ha detto...

Raser, con Montecassino il paragone non sussiste: il bombardamento alleato fu un errore, certo grave, ma resta un errore.
Al contrario, io non ho parlato di fuoco partigiano accidentalmente caduto su civili, ma di fuoco partigiano appositamente e volutamente rivolto contro persone che nulla avevano a che fare con i nazisti.

Comunque, io non ho condannato e non condanno la Resistenza in toto; io ho condannato e condanno la classe politica e soprattutto culturale di Sinistra, che per mezzo secolo ha deciso chi era un morto di serie A da ricordare e chi era un morto di serie B da cancellare, negando gli aspetti deliquenziali e criminali di una parte dei partigiani.

12:32 PM  
Anonymous raser ha detto...

"il bombardamento alleato fu un errore, certo grave, ma resta un errore"

definisci errore, perchè il bombardamento di montecassino fu un'azione militare voluta e studiata.

mi fa piacere la seconda parte del tuo commento, che condivido. il tono del post sembrava più orientato nella direzione che avevo sottolineato io.

6:31 PM  
Anonymous Elly ha detto...

Le peggiori nefandezze della guerra civile furono perpetrate unicamente dai partigiani rossi. E su questo non ci piove. Tali nefandezze furono compiute ai danni dei partigiani senza bandiera, donne e civili senza essere iscritti al partito fascista. Ognuno di loro poteva essere d'intralcio alla rivoluzione comunista. E, come dice raser infatti, tutto fu tenuto ben nascosto quasi esclusivamente da chi era a capo del PCI. Sto leggendo, insieme a Pansa anche i libri scritti da Giorgio Pisanò, entrambi hanno scritto le stesse identiche cose. Pisanò s'è fermato e sappiamo perchè, Pansa dovrebbe andare avanti, non per "revisionare" la storia ma per farcela conoscere. I libri di Pisanò sono pressochè introvabili e ho fatto veramente una grossa fatica a reperirli. Chissà per quale motivo.

5:03 PM  
Blogger Salo ha detto...

Elly, purtroppo in Italia si conosce solo metà della Storia, quella che piace agli intellettualoidi di Sinistra.
Anche studiando un evento relativamente lontano come la Rivoluzione francese ci si rende conto che in Italia da sempre fanno studiare solo due correnti storiografiche che interpretano il fatto in questione: quella socialista-marxista e quella (generosa concessione) liberale...nessuna traccia di quella conservatrice, che in un ambito di ricerca meno provinciale e ideologico come quello anglosassone è rilevantissima!

6:24 PM  
Anonymous l'altra rossa ha detto...

Chissà perchè, ma sono sicuro,che pur non conoscendoci,su quei tempi abbiamo tutti(io,Elly,Salo,Bobo etc)abbiamo sentito storie analoghe,storie che vengono dalla memoria e che tra poco passeranno definitivamente nella storia.

7:44 PM  
Blogger Salo ha detto...

Altra Rossa, ne ho sentite ne ho sentite...

11:28 AM  

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