mercoledì, marzo 12, 2008

Primarie USA: Democratici verso lo scontro in Pensylvania.




Dopo le vittorie di Billary in Texas ed Ohio, in casa Democratica ogni singolo stato, anche il più piccolo e poco significativo in termini di delegati assegnati, è diventato importante, anzi fondamentale.
Così Obama può in questi giorni godersi due successi freschi freschi, quello in Wyoming e quello in Mississipi, che di norma sarebbero briciole, ma in queste primarie diventano diamanti.

Quindi mentre in casa dei Repubblicani McCain ricarica le batterie e si prepara con calma alle elezioni vere di novembre, i liberal al contrario sembrano sempre più dissanguati dalla sfida infinita tra il senatore afroamericano che grida al cambiamento senza mai entrare nei dettagli e la ex first lady meno femminile del mondo che si vanta della sua esperienza senza che nessuno ricordi un suo disegno di legge andato a buon fine.

I vertici del partito dell'asinello si stanno progressivamente rendendo conto del disastro d'immagine provocato dallo scontro a tratti durissimo tra i due candidati dello stesso partito; così da più parti si è alzata la voce dell'accordo, ovvero del ticket: il problema è che nessuno dei due vuole mollare, ovvero nessuno dei due si abbassa a fare il vice dell'altro! Almeno non prima del prossimo scontro importante (per numero di delegati), e cioè quello della Pensylvania, stato in cui Billary pare stia concentrando tutte le sue ultime risorse economiche.


E intanto McCain se la ride osservando lo scontro da cui uscirà il suo sfidante.





Old Whig




10 Commenti:

Blogger Chris ha detto...

E intanto McCain se la ride osservando lo scontro da cui uscirà il suo sfidante.

tutto il mondo è paese ;-)))

7:03 PM  
Blogger Luciano Tarquini ha detto...

Forza Obama... contro le politiche "familiari" in stile Kennedy, Cliton e Bush.

11:55 AM  
Blogger articolo21 ha detto...

Tra i due litiganti...

12:25 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Chris, però la prima fase delle primarie è stata durissima anche per McCain.


Luciano, quella dei Kennedy più che una famiglia è una dinastia...


Articolo 21, ;)

9:12 PM  
Anonymous siro ha detto...

Zitto zitto, può pure darsi che McCain freghi tutti e stravinca sul team superpoliticallycorrect donna-nero. Questa vicenda è se non altro interessante perché mostra come i mass media abbiano ormai perso ogni capacità di rappresentare gli umori della gente. La copertura mediatica ricevuta dai democratici sarà 100 volte superiore a quella ricevuta dai repubblicani. Eppure, forse McCain vince...

11:17 AM  
Blogger Old Whig ha detto...

Siro, hai assolutamente ragione: i riferimenti ai Repubblicani sono ridotti all'osso, mentre la coppia Billary-Obama sembra l'unica cosa interessante...
Due settimane fa Angelina Jolie, di ritorno da un viaggio in Iraq, si è distinta dal resto di Hollywood e ha sostenuto la necessità di mantenere le truppe, per finire il lavoro e consolidare la neonata democrazia...in Italia nessuno ha dato la notizia, mentre ci hanno fatto una testa enorme per mesi ripetendoci quanto questa o quella stella fosse affezionata ad Obama...!

11:47 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

“Una versione imparziale delle cose svela, per esempio, che gli errori di questo presidente – che io da buon liberal considero un mostro – sono poco diversi da quelli compiuti da un presidente che ammiro: Bush ci ha portato in Iraq, John Kennedy in Vietnam. Bush ha rubato le elezioni in Florida, JFK a Chicago, Bush ha sputtanato un agente della Cia, Kennedy ne ha lasciati morire a centinaia nelle onde della Baia dei Porci. Bush ha mentito sul suo servizio militare, Kennedy ha accettato un Pulitzer per un libro scritto da Ted Sorensen. Bush sta con i sauditi, Kennedy con la mafia”.

Mamet, da Il Foglio

Stella

12:29 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Stella, buona la parte su JFK, mito della sinistra liberal del tutto da rivedere.
Bush è stato un buon Presidente, in un momento difficilissimo della Storia americana e mondiale.

1:46 PM  
Anonymous giambattista salis ha detto...

grande Matteo! :-) sapevo che questo post avrebbe attirato la tua attenzione! :-)
spero sia utile alla mia collega e anche a me; in modo che mi faccia capire sempre meglio una Terra così lontana eppure così vicina quanto a ispirazione.

spesso Uolter si becca qualche pernacchia circa il suo "americanismo". sarà interessante vederlo all'opera nella campagna elettorale su quale sponda dei democratici americani si riconoscerà di più.

leggo qualcosa sulla Right Nation e sul Conservatorismo Americano. prospettive interessanti. da buon "Stonato" vedo solo alcune affinità con il centrodestra attuale. la prospettiva la colgo nel ricambio generazionale che attendo quanto prima. con tutto cuore, ti giuro.

un abbraccio e grazie mille!
a presto! GB

10:25 PM  
Blogger Francesco Candeliere ha detto...

A me comunque delle primarie di questo genere mi affascinano...niente è scontato,si combatte senza esclusioni di colpi anche tra candidati dello stesso partito.Grande espressione di democrazia.....proprio come da noi!!!!
A presto Old Whig

11:39 PM  

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