martedì, giugno 19, 2007










Legge Biagi vs illusioni stataliste: lo scontro che si avvicina.












La "legge Biagi" è sempre stata uno dei grandi nemici da abbattere per la Sinistra. In particolare per quella parte dell'Unione che ancora si richiama ad un'economia che non esiste più, nell'era del mercato libero internazionale. I Comunisti alla Giordano ancora credono che basti una legge statalista per assicurare a tutti il lavoro. Purtroppo o per fortuna non è così.



Il Centrodestra lo sa, lo ha sempre saputo, e con la "legge Biagi" ha preso atto della situazione e ha cercato di trarre il maggior vantaggio per le giovani generazioni, col ragionamento semplice ed inconfutabile: meglio assunti a tempo determinato che disoccupati a vita.



Ma c'è di più: Berlusconi ha sempre sostenuto che la "legge Biagi" non solo facilita l'ingresso nel mondo del lavoro, ma fa aumentare anche i contratti a tempo indeterminato. Infatti se un'impresa ha scelto un giovane, che nel corso del periodo di lavoro a tempo determinato ha imparato il mestiere e ha dimostrato di saperci fare, allora a quel punto è interesse della stessa azienda non perdere il lavoratore ed assumerlo definitivamente.






La teoria del Centrodestra è stata confermata dai fatti. In un recente articolo del Corriere della Sera, ho letto con piacere che il lavoro a tempo determinato non solo esiste da sempre, ma ha avuto la sua massima diffusione negli anni '70 e '80. Negli anni seguenti all'entrata in vigore della "legge Biagi" i contratti a tempo determinato hanno proseguito il loro declino quantitativo, mentre è aumentato il lavoro a tempo indeterminato.



Ciò dimostra che il ragionamento di Berlusconi era corretto.



Inoltre i recentissimi dati ISTAT affermano, per la quarta volta in due anni, che la disoccupazione è ai minimi storici (mai così bassa dal '92). Tutto grazie alla "legge Biagi".
Tuttavia nel 2007 le cose stanno andando leggermente peggio rispetto al 2006. Infatti si legge: "Rispetto al quarto trimestre 2006, al netto dei fattori stagionali, l'offerta di lavoro si è ridotta dello 0,5%." Sarà la batosta della Finanziaria di Prodi che si fa sentire? Credo proprio di sì.






Ciò che infine voglio sottolinere è che la legge del Centrodestra ha pure posto ordine in un ambito prima selvaggio: ha garantito tutele ai lavoratori a tempo determinato, che prima sopravvivevano in una terra di nessuno.






In conclusione, credo che l'eliminazione della "legge Biagi" invocata dall'estrema Sinistra sarebbe un guaio per il Paese e costituirebbe un grave passo indietro per il mondo del lavoro.



Un mondo che si può certamente ancora aiutare, ma che non si può dirigere con un telecomando, come sognano di fare certi ministri prodiani di staliniana formazione.
Salo

17 Commenti:

Anonymous Andrea ha detto...

Salo hai perfettamente ragione, tanto che anche ex sindacalisti Cgil come Ichino e profondi conoscitori della materia sostengono da tempo che la legge Biagi non ha precarizzato di una sola unità il lavoro, tanto che i contratti a tempo determinato prima e dopo legge 30 sono sotanzialmente uguali. Ciò che cambia è il tasso di disoccupazione, sceso al 6.4%, il più basso di sempre. Ricordiamo inoltre che la flessibilità, cosa ben diversa dalla precarietà, l'ha introdotta il ministro Treu, Biagi ha approfondito la materia e resa più organica, cancellando i famigerati cococo per introdurre maggiori garanzie per i lavoratori a tempo determinato. Credo comunque che non bastino però questi dati già positivi, bisogna fare di più, in modo particolare una costante e organica formazione professionale durante il lavoro, in modo da rendere chi potrebbe perderlo maggiormente attrezzato professionalmente per ritrovarlo. Oppure altre interventi comunemente chiamati ammortizzatori sociali, con precise clausole e vincoli, tra tutti, ripeto, la formazione e la riqualificazione, a qualsiasi età. Prendo in prestito la definizione che dà Antony Giddens in "L'Europa nell'etù globale": flessicurezza. Ma Giordano e i sindacati dovrebbero iniziare a guardare più in là del loro naso e capire che viviamo in un mondo diverso da quello anche solo di vent'anni fa, anche se temo che ciò sia solo una vana speranza. Scusa la lunghezza del post, mi ha preso la mano e di cose da dire ce ne sarebbero ancora molte! Saluti

9:36 PM  
Blogger Salo ha detto...

Ciao Andrea!
Il tuo intervento è opportuno e prezioso, quindi nessun rimprovero per la lunghezza.
In particolare mi incuriosisce la teoria della "flessicurezza" di Giddens...
Sui sindacati, hai toccato un altro punto dolente del nostro Paese: hanno troppo potere, si comportano come partiti (la CGIL in particolare) e ragionano con una mentalità economica che definir vecchia è un eufemismo!

9:51 PM  
Blogger Marco ha detto...

ciao Salo
volevo ringraziarti per i tuoi sempre preziosi commenti sul mio blog...

saluti

marco

11:45 PM  
Blogger Salo ha detto...

Figurati Marco!
Commentare da te è sempre un piacere.
A presto

8:57 AM  
Anonymous Frank77 ha detto...

I sindacati sono conservatori in tutto il mondo,ma solo da noi i governi si calano la braghe quando protestano.

Mi ricordo che quando c'era la thatcher,il sindacato dei minatori fece più di un anno di sciopero,però la thatcher non si piegò e vinse.
Da noi basta che i sindacati facciano un giorno di sciopero e subito il governo cede.

1:39 PM  
Blogger Salo ha detto...

Frank, osservazione corretta. Un grande problema è quello della classe politica italiana, debole e succube dei sindacati.

Di politici con gli attributi della Thatcher noi per ora non ne abbiamo mai avuti.

Ma non è un problema di persone. E' un problema che sta a monte: è di cultura politica che qui si parla. La politica anglosassone è avanti anni luce rispetto a noi. E parlo sia della Destra che della Sinistra.

3:57 PM  
Blogger Luca ha detto...

Caro Salo questa è una delle tante balle, l'ennesima, messe in giro dalla sinistra per convincere quei 25.000 a votare per loro.

Avrebbero potuto almeno inventarsi delle balle che reggessero un pò di più tempo, almeno... ;)

Bella la "Flessicurezza". :)

Buona serata.
Luca.

10:17 PM  
Blogger Hoka Hey ha detto...

Mettiamola così, salo: i dati statistici sono positivi e confortanti; la realtà, almeno quella che io ho sotto gli occhi, un po' meno. Nel pubblico, non c'è la possibilità di veder trasformato un contratto a progetto o a tempo determinato in assunzione. Si accede solo e unicamente tramite concorso. Nel privato, è più facile che un datore di lavoro rinnovi il contratto a progetto o a tempo determinato, piuttosto che assumere a tempo indeterminato. E' ovvio che le mie informazioni non costituiscono dato statistico. Riporto solo il succo dei casi concreti di cui ho sentito parlare (parenti, amici, conoscenti). Sono del tutto convinto che sia meglio lavorare con un contratto a tempo che essere disoccupato, però ho qualche dubbio che sia così semplice superare il precariato, come si ricava dalle statistiche. La situazione è particolarmente grave nel sud, dove vivo: i privati, datori di lavoro intendo, sono dei grandissimi figli di buona donna. Ne conosco svariati. Sfruttano la situazione di disperazione dei giovani. Mi dispiace dirlo, ma di fronte a questi casi, capisco, e in parte condivido, le critiche alla legge Biagi avanzate da quelli di sinistra. Ciao

8:34 AM  
Blogger Andrea_teocon ha detto...

ciao salo, scusa se vado fuori tema...ma sto pensando a un blog italiano di supporto a fred thomspon...che ne dici?
fammi sapere sul mio blog ;)
ciao

9:37 AM  
Blogger Monica ha detto...

Sul fatto che la Legge Biagi venga abolita nutro dei dubbi, ma con questo Governo delle sorprese tutto può accadere.

Sono perfettamente d'accordo con te sull'analisi che fai: la Biagi ha dato un scossone positivo al mercato del lavoro e anche i dati parlano chiaro.

Sono dell'idea poi che è meglio lavorare 6 mesi l'anno che non lavorare mai (un po' Catalano forse ma efficace!)

Un caro saluto

2:56 PM  
Anonymous Angelo ha detto...

ha ragione hoka hey, la realtà è ben diversa dalle statistiche, i datori di lavoro preferiscono continuare a sfruttare le persone con contratti di lavoro a gallina co.co.co.co che assumere a tempo indeterminato...

3:22 PM  
Blogger Salo ha detto...

Luca, la balla della Sinistra in questo caso è tanto assurda quanto radicata nell'immaginario collettivo. Pochi si ricordano che proprio tra il '96 e il 2001, con i vari governi Amato e D'Alema, la disoccupazione è drammaticamente aumentata.

Ciao

3:53 PM  
Blogger Salo ha detto...

Cari Hoka ed Angelo, la mia risposta per voi è la medesima.
Ovvio che la situazione non sia rosea; ovvio che a tutti piacerebbe essere assunti subito e a tempo indeterminato; ovvio che i datori di lavoro sfruttano i dipendenti (questo accade ed è sempre accaduto in ogni luogo del pianeta Terra)...
Però la legge Biagi è stata positiva e non le si posso addossare colpe che non ha (il lavoro precario esiste da sempre, non l'ha inventato Biagi!!!).
Anzi io credo che tale provvedimento del Centrodestra abbia dei meriti: poi certo non è un miracolo che risolve tutti i problemi d'un botto, però...ad esempio i contratti precari trasformati in contratti a tempo indeterminato sono aumentati (lo dice l'ISTAT non io) e soprattutto i lavoratori a tempo indeterminato hanno ricevuto un minimo di tutele là dove da sempre non ne avevano.
Per questo dico che cancellare tale legge sarebbe l'ennesimo errore ideologico della Sinistra, comandata a bacchetta da sindacati ancor più ideologici. Il lavoro per tutti e il paese dei balocchi non esisteranno mai, ed eliminare la legge Biagi porterebbe solo ad un immediato aumento della disoccupazione.

4:00 PM  
Blogger Salo ha detto...

Monica, bentornata! :)

Siamo dello stesso parere: la "legge Biagi" non è una bacchetta magica, ma ha portato benefici al mondo del lavoro.
La Sinistra vuole farla fuori, ma NON ha alternative da proporre! E' questa la cosa sconvolgente: il governo è pronto per accontentare comunisti e sindacati a farci fare un salto alla cieca nel passato...e tornare così a livelli di disoccupazione da panico...

A presto

4:03 PM  
Blogger Hoka Hey ha detto...

Forse mi sono espresso male. Non dico che la legge Biagi debba essere cancellata, come vorrebbe la sinistra. Sono d'accordo che essa ha portato dei benefici per tanti (meglio precari che disoccupati). Però occorre associare una maggior tutela per i lavoratori atipici, i quali rischiano di non veder mai la conversione dei loro contratti atipici in contratti a tempo indeterminato. Sbaglierò, ma non darei grande credito ai dati statistici, che dicono cose diverse a seconda del metodo di rilevazione.
Il mondo del lavoro privato non è proprio come lo descrive il centrodestra. Ti posso garantire per esperienza diretta (e da elettore di centrodestra) che tantissimi imprenditori sono degli emeriti pezzi di cacca: pensano solo al proprio guadagno e se ne fregano di dare la giusta mercede ai dipendenti, anzi. Questo non vuol dire che il settore privato debba essere tartassato come vuole la sinistra. Ma la realtà non è lo slogan del centrodestra, secondo cui pubblico = parassitismo e spreco, mentre privato = sviluppo ed efficienza.
Ricordati, nelle cose umane il bene non sta mai da una sola parte. E' vero che la ricetta del centrodestra è capace di ridurre disoccupazione ma ... Ciao

6:32 PM  
Blogger Salo ha detto...

Ok Hoka, grazie per le precisazioni.
A presto

1:29 PM  
Blogger Loud ha detto...

Non voglio dilungarmi troppo, essendomi già espresso sul mio blog e su BlogGoverno a più riprese; ti linko direttamente il mio ultimo post:
Treu-Biagi: oggi vince la riforma del 2003. Le modifiche future? Probabilmente solo ideologiche e nessuna centrarà il vero bersaglio.

Un po' drastico forse, ma questo è quanto porto nel mio breve bagaglio culturale e professionale. Almeno oggi la penso così.
Rimango comunque dell'idea che il Co.Co.Co. fosse più adatto del Co.Pro. per determinate figure professionali cui non può applicarsi alcun progetto per il tipo di mansioni svolte, ma rimango convinto che sia lodevole aver tentato di assestare il mercato cercando di applicare un contratto "precario" (comunemente considerato) laddove via sia un progetto piuttosto che a chiunque senza distinzione.
Il problema rimane l'abuso, adesso come prima.
Ecco perché credo che il bersaglio sia un altro (vedi post linkato).

Ah, tutto ciò ferma restando l'assurdità giuridica del Job sharing e l'inadeguatezza del Job on call... Ma questo è un altro paio di maniche ;)

Saluti,
LL

6:40 PM  

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