martedì, maggio 22, 2007

Damnatio senza processo.


Recentemente è tornato alla ribalta un video dell’anno scorso, che traccia un quadro inquietante sulle responsabilità della Chiesa in merito ai numerosi casi di preti accusati di pedofilia.
Non sono sorpreso dalla tempestività con cui i laicisti di casa nostra sono andati a rivangare i rifiuti: proprio nel momento in cui la Chiesa è sottoposta a pesanti attacchi di vario genere, da parte di chi vorrebbe negarle la libertà di parola.

Ho visto il video in questione e vorrei fare qualche considerazione.

1. La fonte. Autore del documentario è la rete BBC. Chiunque riceva un documento dovrebbe analizzarlo con senso critico prima di saltare a conclusioni affrettate e condanne sommarie. La BBC è una fonte attendibile, cioè imparziale e disinteressata? Io credo di no. Quindi una persona non mossa da pregiudizio dovrebbe vagliare le informazioni contenute in questo video, cosa che cercherò di fare nei punti seguenti.
2. Il video tratta un fenomeno diffuso in particolare in alcuni stati: quello di preti pedofili. Mentre chi odia la Chiesa a prescindere e senza motivo nega l’evidenza (ad esempio quella dei punti seguenti) io, cattolico, non voglio cadere nello stesso errore e quindi riconosco subito e a chiare lettere che la Chiesa ha più volte sbagliato nell’affrontare casi di pedofilia. Questo è evidente e credo che sia una colpa non da poco: se un prete si macchia di reati simili deve essere immediatamente arrestato e processato, non basta allontanarlo per qualche tempo o trasferirlo altrove! A sbagliare sono stati sempre i responsabili locali del clero, che sono uomini e quindi peccatori, imperfetti, come tutti gli uomini.
3. Ora passiamo a trattare ciò che gli anticlericali, accecati dal loro pregiudizio, si sono bevuti senza minimamente indagare. Il filmato è costruito in maniera evidentemente parziale e tendenziosa: non è un processo né un indagine, ma una condanna senza esposizione di prove. Beccaria avrebbe molto da ridire al riguardo.
4. Il filmato chiama in causa un documento del Vaticano: il Crimen Sollicitationis. La BBC dà un’interpretazione tutta sua di tale documento, senza alcun riscontro. Secondo tale lettura viziata, il Vaticano avrebbe imposto un insabbiamento totale di qualsiasi caso di pedofilia. Tuttavia io ho esaminato tutte le notizie reperibili sul documento in questione, cosa che ovviamente non hanno fatto coloro che stavano solo aspettando l’occasione per ricoprire di escrementi la Chiesa. La prima cosa ad apparire evidente è che il Crimen Sollicitationis non vuole insabbiare nulla, ma istruire i vescovi su come portare avanti i processi canonici riguardanti abusi sessuali! Nulla a che fare dunque con i codici penali civili: forse i giornalisti della BBC hanno dimenticato che la Chiesa, come ogni grande organizzazione, ha dei regolamenti e dei processi interni. Il segreto degli atti poi, che tanto ha agitato gli animi, è un provvedimento preso molto spesso anche dalla giustizia civile ordinaria, proprio nei casi più scandalosi, sia per proteggere gli accusati prima della sentenza (esiste la presunzione d’innocenza, per chi si sia dimenticato qualche secolo di evoluzione giuridica…!) sia per favorire ed incoraggiare le testimonianze e le denunce! (tutto il contrario di quanto asserito dai faziosi giornalisti britannici!!!) Infine è interessante notare il paragrafo 15 del Crimen Sollicitationis, che obbliga chiunque sia a conoscenza di reati sessuali a denunciarli, pena la scomunica (cioè la pena massima che la Chiesa possa infliggere!)! E questo ribalta completamente la tesi della BBC.
5. Ultimo punto. L’accusa più vergognosa lanciata dal filmato è quella rivolta al Papa Benedetto XVI di aver ideato il Crimen Sollicitationis e protetto i pedofili, come Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede. Qui la falsità non ha limiti: infatti il documento vaticano risale al 1962, quando Ratzinger studiava teologia in Germania, e non era nemmeno lontanamente coinvolto con la Congregazione! Inoltre, una volta divenuto prefetto (molto più tardi) proprio Ratzinger si è adoperato per rendere più efficace la tutela dei fedeli e la punizione dei preti colpevoli. Qualche esempio? Ricordo la Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis: questo testo del 2001 impone che tutti i processi per reati sessuali siano gestiti direttamente dalla sede centrale della Congregazione, proprio per porre fine agli insabbiamenti e agli errori commessi in passato (come non ho taciuto al punto 2) da alcuni responsabili locali; tale provvedimento quindi non solo non nasconde né sottovaluta gli abusi sessuali, ma anzi dà loro più rilevanza.

In conclusione, mi pare evidente che: la Chiesa, a livello locale, in passato ha sbagliato e si è resa colpevole di insabbiamenti inammissibili; Ratzinger, sia da Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, sia da Papa, si è sempre impegnato contro i reati sessuali all’interno della Chiesa e si è battuto per un adeguamento del sistema processuale canonico in questo campo; l’odio contro la Chiesa acceca proprio coloro che si dicono razionalisti e li distoglie da evidenti contraddizioni e falsità presenti nelle strampalate tesi di chi li imbocca.

Dopo le assurde invenzioni di D. Brown (facilmente smontabili anche da un bambino, senza bisogno di una laurea in Storia…), dopo i vaneggiamenti antistorici di Odifreddi e dopo le quotidiane sparate di Grillini, ora anche il ripescamento di un filmato subito assunto a prova schiacciante (mentre come ho scritto sopra…): quale sarà dunque la prossima trovata dei laicisti intolleranti (sempre divisi tra intellettualismi vuoti ed insulti gratuiti)?
Come dimostrano varie inchieste (ad esempio di Lodovici), le bugie e le falsità contro la Chiesa su questo argomento sono all'ordine del giorno e senza fondamento.
Tutto ciò mi fa tristezza, anche perché mi sento, come cattolico, sotto assedio.
Ma la mia tristezza non basterà a sanare l’odio di chi vede nella Chiesa un oggetto troppo scomodo per esser rispettato.




Salo





32 Commenti:

Blogger Hoka Hey ha detto...

E' il post che avrei voluto scrivere se avessi avuto più tempo e pazienza. Bravissimo. Lo segnalo nei link del mio post sullo stesso argomento.

Ciao

4:55 PM  
Anonymous Pippo ha detto...

Per ragioni anagrafiche a me sarà forse evitato, ma se non hanno superato i quaranta, auguro a questi signori di non dover un giorno rimpiangere amaramente quella vecchia tanto vituperata Chiesa Cattolica che hanno contribuito a distruggere.

5:18 PM  
Anonymous siro ha detto...

Ho visto un pezzo del video e poi l'ho piantato lì, era una palla micidiale e anche abbastanza approssimativa.
Ti basti pensare, Salo, che l'anno scorso il documentario in questione fu proposto a Milena Gabanelli, che non è esattamente sospettabile di sentimenti pro-Ratzinger, la quale lo scartò ritenendolo una mezza bufala. Gli scarti della Milena li raccoglie Santoro. Andiamo bene...

6:57 PM  
Blogger Salo ha detto...

Ciao Hoka!
Anche per me è stata molto dura trovare il tempo...ma del resto preferisco indagare a fondo invece di sparar sentenze sull'onda dell'odio, come purtroppo fanno altri...
Grazie per il link e a presto!



Pippo, benvenuto...il tuo augurio è il mio...

7:26 PM  
Blogger Salo ha detto...

Siro, questo non lo saspevo, ma conferma ciò che ho detto sull'inattendibilità del filmato...eppure stai certo che c'è chi ci crede...e pure chi vorrebbe farci su una trasmissione stile plotone d'esecuzione senza difesa: Santoro, stipendiato da tutti gli italiani per insultarne metà.

A presto

7:54 PM  
Blogger Angelo ha detto...

resta il fatto che ci sono stati moltissimi casi di pedofilia soprattutto in america, e chissà quanti invece sono passati in sordina, magari proprio in italia.

probabilmente santoro (o mentana o chi per lui) ne faranno una puntata spacca audience, ma non me ne frega assolutamente nulla, sarebbe bastato che ne avessero parlato nei telegiornali, visto che se succede in un asilo o se trovano sul pc di qualche babbo delle foto subito tutti a parlarne e giù di servizi col piano in sottofondo su studio aperto & co.

e comunque io non ce l'ho affatto con i credenti, anzi capisco benissimo la gente che crede, è proprio la chiesa come istituzione che mi fa schifo.

10:05 PM  
Blogger Salo ha detto...

Caro Angelo, dei preti pedofili i telegiornali ne hanno parlato eccome; ricordo bene negli anni scorsi il casino successo negli USA.
Se ti riferisci a questo filmato in particolare, credo che sarebbe difficile giustificarne la messa in onda, vista la sua facile attaccabilità (sono riuscito a smontarlo io con un post!!).

Credo che la pedofilia sia un grosso problema, ma accusare la Chiesa di proteggere pedofili in maniera premeditata e sistematica è assurdo.
Sui singoli casi, sulle singole coperture a livello locale invece, come avrai letto nel post, sono d'accordo e ho condannato chiaramente questi gravi errori.

10:31 PM  
Anonymous Blocco ha detto...

Salo,l'angelo intendeva che in Italia, culla del corrottissimo ipocrita Vaticano, non sono mai scoppiati casi del genere perchè???perchè i preti cattolici preferiscono tutti scoparsi la perpetua come Don Abbondio???? Naaaaaaa... la verità è che non si vule far scoppiare un casino in casa del decrepito monarca celibe che ti spiega come scopare e pregare... Cacchio perchè nella chiesa protestante e Ortodossa (dove ma gari è solo una coincidenza, ma i rappresentanti di quelle religioni hanno una vita sessuale normale.. i pastori possono sposarsi e chiavare come TUTTE le altre persone... a parte il Bona... ;-) ) questi scandali (almeno di questa entità??) non sono mai usciti? Sono più bravi ad insabbiare di noi??? (Cazzo magari sono stati dei pastori Protestanti ad insabbiare Ustica... può essere...) O forse perchè se sono troppo impegnati a sfornare dieci figli e a comporre delle piccole famiglie Bradford non riescono a pensare ai pisellini dei bambini ma solo alla Figa della moglie e a servire nostro signore??? (Dio e figa!!! potrebbero farci il nuovo Slogan della nazione Americana!!!!)

10:13 AM  
Blogger Salo ha detto...

Blocco, il celibato dei preti non è un dogma; la Chiesa potrebbe decidere di concedere il matrimonio ai preti in qualsiasi momento. Tuttavia non è questo il punto.
Il fatto che tra i preti ci sia una percentuale maggiore di pedofili è un'enorme bufala. E del resto basterebbe ragionarci su un attimo: quante volte si sentono al telegiornale notizie di reti di pedofili sgominate? Ultimamente molto spesso. Si da la notizia e tutto si chiude lì. Invece quando, come negli USA, i pedofili accusati o arrestati sono preti, allora via al teatrino dello scandalo che dura mesi e mesi...ecco perchè ti pare maggiore la percentuale di pedofili tra i preti, ma non è così. La stessa cosa si potrebbe dire riguardo alle maestre e ai bidelli.

In realtà è evidente la voglia di attaccare gratuitamente la Chiesa.
Anche scavando nella spazzatura. Perchè il video in questione è propiro spazzatura: l'impianto accusatorio è ridicolo e l'ho evidenziato nel post.
Se vuoi aprire gli occhi ed essere obiettivo, devi ammettere che le accuse a Ratzinger e alla Chiesa sono insostenibili. Così come io ho ammesso che la Chiesa, a livello locale, ha commesso degli errori.

10:25 AM  
Blogger Angelo ha detto...

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Caro Angelo, dei preti pedofili i telegiornali ne hanno parlato eccome; ricordo bene negli anni scorsi il casino successo negli USA.
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ne hanno parlato tanto negli stati uniti (giustamente), da noi non è stato detto quasi nulla.

come mai poi da noi non è mai successo niente? cos'è tutti i preti pedofili sono negli usa? non credo proprio...

sto video sarà smontabile quanto vuoi, resta il fatto che i casi di pedofilia ci sono stati (probabilmente di più di quelli che son saltati fuori) e che quasi tutti son stati tenuti in gran segreto e questo mi fa schifo!

6:31 PM  
Blogger Salo ha detto...

Angelo, non mi sono limitato a dire che questo video è smontabile, non è una mia opinione: l'ho provato! Dice delle cose assurde!

E sugli episodi tenuti nascosti o male affrontati ti ho già detto che provo il tuo stesso schifo.
Solo non ritengo fondate le accuse al Crimen Sollicitationis nè tanto meno quelle a Ratzinger.

E' evidente che l'obiettivo della BBC era quello di infangare il Papa. Tentativo maldestro.

7:43 PM  
Anonymous Marco ha detto...

ciao Salo...è da ieri che volevo leggere il tuo post, ma solo oggi ho trovato il tempo di dedicarmi alla lettura! interessantissimo! bravissimo!

ho visto anch'io il video e l'ho trovato semplicemente "cattiva informazione": un po' come quando si parte da un pregiudizio (in stile Santoro) e si imposta il tutto a sostegno dello stesso...ovviamente senza premurarsi di lasciare il giusto spazio alla "difesa". Non credo ci voglia una mente illuminata che a gettar merda addosso alla gente ci vuol niente, mentre a togliersela di dosso...è un lavoraccio.

in Italia purtroppo, a un anno di distanza (e se fossi stato io in Santoro me ne sarei vergognato di spender soldi per qualcosa che avrei dovuto saper fare io da solo...) e la Chiesa in grande spolvero nelle piazze, nella politica, nella testa e nei cuori della gente, niente di più efficace di una mega-bufala diffamatoria per minarne un po' l'immagine.

sembra quasi d'essere in campagna elettorale...e in effetti, per questo governo ogni giorno è una sfida al recupero del consenso...e dato che ne perdono a josa da una parte provano così a recuperarne sul fronte laicista!

ti linko...

saluti!

9:51 PM  
Blogger Salo ha detto...

Marco, la tua lettura combacia con la mia. Questo video, costruito a partire dall'odio anticattolico e con accuse campate per aria (come ho PROVATO), è stato ripescato dai laicisti di casa nostra giusto in tempo per gettare un po' di merda sulla Chiesa.

Grazie per i complimenti e per il link amico.

A presto

11:25 PM  
Anonymous Marco ha detto...

te lo meritavi quel link...

t'avessi letto prima, lo giuro, avrei riportato il tuo intero post...ma credo d'averti lasciato la tribuna d'onore sul mio blog anche così!

ti segnalerò anche domani comunque, perchè ho in mente un altro pezzo sull'argomento e le tue argomentazioni mi hanno fornito i giusti spunti per integrare quello che mi frulla in testa!

ciao...

11:38 PM  
Blogger Miguel ha detto...

Ehm..Scusa ma sei sicuro di averlo "smontato"?!?! A me sembra solo che tu abbia riportato quello che aveva scritto Avvenire a riguardo ..

10:21 AM  
Blogger Salo ha detto...

Ok, Marco...allora ti leggerò!
Ciao


Miguel, Avvenire non aveva sottolineato la differenza tra diritto canonico e civile (dimeticata dal filmato) e non aveva portato prove sulla lobby gay che domina la BBC.
Inoltre, anche se alcune argomentazioni combaciano (cosa peraltro ovvia), cosa cambia? Il filmato resta un mucchio di escrementi senza prove, e lancia accuse che non stanno in piedi (come quelle a Ratzinger, che nel '62 era a studiare in Germania e che, divenuto più tardi prefetto e papa, ha scritto documenti per combattere meglio la pedofilia ed evitare errori).
O hai argomenti per difendere il filmato...oppure devi ammettere che è una balla colossale, un tentativo maldestro di infangare la Chiesa.
Ciao

10:43 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Salò, ti segnalo l'artuciolo di ieri su Il Foglio. il titolo è: il bigottismo wasp - non sono i pedofili l'obbiettivo della BBC, ma il celibato dei sacerdoti

lm

11:02 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

ma che artuciolo...l'articolo

lm

11:03 AM  
Blogger Salo ha detto...

Benvenuto lm!
Grazie per il consiglio: leggerò.

11:06 AM  
Blogger Salo ha detto...

Ok lm, ho letto e devo dire che mi trovo d'accordo.
Del resto le idee della Chiesa sono sempre state scomode. Lo erano per Enrico VIII, che fece tagliare la testa a molti cattolici e si fece una Chiesa tutta sua. Lo sono oggi per i servi laicisti del tutto e subito, che infangano ed insultano con campagne diffamatorie.

A presto

11:39 AM  
Anonymous l'altra rossa ha detto...

Tutte queste accuse...a me viene in mente Madre Teresa di Calcutta, chissa cosa direbbe...

P.s:ho provato la 159 di un mio amico,nonostante sia Diesel è una cannonata.

12:32 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Enrico VIII: il difensore della cristianità! (prima di Anna Bolena)

la Chiesa ha perso una nazione per mantenere un sacramento, e questi rompono.

magari ti dicono che c'era il problema politico con la Spagna... non ne va mai bene una...

lm

1:52 PM  
Blogger Salo ha detto...

L'Altra Rossa, Madre Teresa probabilmente sarebbe addolorata sia per gli errori commessi in qualche caso dalla Chiesa a livello locale, sia pure per chi approfitta di qualche errore per attaccare e condannare senza processo tutta la Chiesa, diemnticando il bene che fa nel mondo.




P.S. L'ho provata anch'io, perchè per qualche gg l'hanno data a mio papà, mentre la sua Mercedes era in riparazione...e devo dire che è molto grintosa, anche se come comodità è meglio la Mercedes e come linea esterna preferisco sempre la mia FR... ;)

4:01 PM  
Blogger Salo ha detto...

lm... :)

4:02 PM  
Anonymous Marco ha detto...

scusate, forse non è una cosa bellissima da dire, ma...altrimenti sembra d'esser tutti delle verginelle: dunque: l'unico motivo per cui la Chiesa è arrivata a coprire certi scandali è palese e cioè per evitare danni d'immagine!!! ora (e ripeto, è bruttissimo da dire...) vorrei che le anime brave che si sono scandalizzate per questo documentario, alzassero la manina se non hanno mai sentito di comportamenti del genere da parte di grandi aziende, grandi famiglie, partiti, Stati, associazioni, ecc...

purtroppo è grave, ma non si può essere così sorpresi da simili pratiche!

la Chiesa, per di più...è fatta di uomini, pure loro peccatori...e nessuno tiri fuori discorsi tipo "eh ma proprio perchè sono preti non..." ...perchè allora tutti, ognuno di noi, per il fatto d'esser cittadino dovrebbe rispettare lo stato, ma non tutti lo fanno e non per questo lo Stato fa schifo! così la Chiesa...chiede di vincere le tentazioni, ma non di essere senza peccato, perchè sarebbe impossibile!

stupida tutte le volte che ha fatto poco per "pulirsi", questo si...
ma non da mettere sulla graticola in questo modo...

è solo strumentale...

4:35 PM  
Anonymous Marco ha detto...

aggiungo comunque una cosa (che ho appena inserito anche tra i commenti al mio post):

per maggiori dettagli ecco il link del codice canonico relativo alle pene in generale nel diritto ecclesiastico: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_P4U.HTM
e
http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_P4V.HTM

in buona sostanza: non ci sono (e non potrebbe essere altrimenti) pene corporali come si possono intendere noi cittadini dello Stato.

censura ed espiazione non sono certo la detenzione...

4:57 PM  
Blogger Salo ha detto...

Marco il tuo chiarimento è di fondamentale importanza: infatti ciò che risulta sbagliato è accusare tutta la Chiesa di qualche errore commesso solo da alcuni suoi componenti. L'uomo è peccatore, e come ho ripetuto ci sono stati casi in cui uomini di Chiesa hanno peccato; ma è inammissibile l'accusa a tutta la Chiesa di coprire i pedofili, perchè la lettura del Crimen Sollicitationis che ha dato la BBC è totalmente falsa e faziosa.

5:57 PM  
Anonymous L'ALTRA ROSSA ha detto...

CIAO,HO TROVATO QUESTO DA LONTANA,PENSO POSSA INTERESSARE.

di Massimo Introvigne

Solo la rabbia laicista dopo il Family Day spiega perché, subito dopo la grande manifestazione romana, all’improvviso il documentario dell’ottobre 2006 della BBC “Sex Crimes and the Vatican” abbia cominciato a circolare su Internet con sottotitoli italiani, e i vari Santoro abbiano cominciato ad agitarsi. Il documentario, infatti, è merce avariata: quando uscì fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato. La Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l’altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c’entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione.

Il 30 aprile 2001 Papa Giovanni Paolo II (1920-2005) pubblica la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, con una serie di norme su quali processi penali canonici siano riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede e quali ad altri tribunali vaticani o diocesani.

La lettera De delictis gravioribus, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il 18 maggio 2001 – quella presentata dalla BBC come un documento segreto, mentre fu subito pubblicata sul bollettino ufficiale della Santa Sede e figura sul sito Internet del Vaticano – costituisce il regolamento di esecuzione delle norme fissate da Giovanni Paolo II.

Il documentario al riguardo afferma tre volte il falso:

(a) presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese:

(b) dal momento che il “cattivo” del documentario dev’essere l’attuale Pontefice, Benedetto XVI (per i laicisti il Papa “buono” è sempre quello morto), non spiega che la De delictis gravioribus firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede il 18 maggio 2001 ha l’unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, del precedente 30 aprile, che è di Giovanni Paolo II;

(c) lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi delicta graviora (“crimini più gravi”), tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la Dottrina della Fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti. Al contrario, è del tutto evidente che questi documenti si occupano del problema, una volta instaurato un giudizio ecclesiastico, a norma del diritto canonico, a chi spetti la competenza fra Congregazione per la Dottrina della Fede, che in questi casi agisce “in qualità di tribunale apostolico” (così la Sacramentorum sanctitatis tutela), e altri tribunali ecclesiastici.

Questi documenti, invece, non si occupano affatto – né potrebbero, vista la loro natura, farlo – delle denunzie e dei provvedimenti dei tribunali civili degli Stati.

A chiunque conosca, anche minimamente, il funzionamento della Chiesa cattolica è evidente che quando i due documenti scrivono che “questi delitti sono riservati alla competenza esclusiva della Congregazione per la Dottrina della Fede” la parola “esclusiva” significa “che esclude la competenza di altri tribunali ecclesiastici” e non – come vuole far credere il documentario – “che esclude la competenza dei tribunali degli Stati, a cui terremo nascoste queste vicende anche qualora si tratti di delitti previsti e puniti delle leggi dello Stato”. Non è in questione questo o quell’episodio concreto di conflitti fra Chiesa e Stati. Le due lettere dichiarano fin dall’inizio la loro portata e il loro ambito, che è quello di regolare questioni di competenza all’interno dell’ordinamento giuridico canonico. L’ordinamento giuridico degli Stati, semplicemente, non c’entra.

Nella nota 3 della lettera della Congregazione per la dottrina della fede – ma per la verità anche nel testo della precedente lettera di Giovanni Paolo II – si cita l’istruzione Crimen sollicitationis emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede, che allora si chiamava Sant’Uffizio, il 16 marzo 1962, durante il pontificato del Beato Giovanni XXIII (1881-1963) ben prima che alla Congregazione arrivasse lo stesso Ratzinger (che quindi, com’è ovvio, con l’istruzione non c’entra nulla: all’epoca faceva il professore di teologia in Germania).

Questa istruzione dimenticata, “scoperta” nel 2001 solo in grazia dei nuovi documenti, non nasce per occuparsi della pedofilia ma del vecchio problema dei sacerdoti che abusano del sacramento della confessione per intessere relazioni sessuali con le loro penitenti. È vero che dopo essersi occupata per i primi settanta paragrafi del caso di penitenti donne che hanno una relazione sessuale con il confessore in quattro paragrafi, dal 70 al 74, la Crimen sollicitationis, afferma l’applicabilità della stessa normativa al crimen pessimus, cioè alla relazione sessuale di un sacerdote “con una persona dello stesso sesso”, e nel paragrafo 73 – per analogia con il crimen pessimus – anche ai casi (“quod Deus avertat”, “che Dio ce ne scampi”) in cui un sacerdote dovesse avere relazioni con minori prepuberi (cum impuberibus). Il paragrafo 73 del documento è l’unico mostrato nel documentario, il quale lascia intendere che gli abusi su minori siano il tema principale del documento, mentre il problema non era all’ordine del giorno nel 1962 e l’istruzione gli dedica esattamente mezza riga.

Clamorosa è poi la menzogna del documentario quando afferma che la Crimen sollicitationis aveva lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di segretezza tale per cui “la pena per chi rompe il segreto è la scomunica immediata”. È precisamente il contrario: il paragrafo 16 impone alla vittima degli abusi di “denunciarli entro un mese” sulla base di una normativa che risale del resto al lontano anno 1741. Il paragrafo 17 estende l’obbligo di denuncia a qualunque fedele cattolico che abbia “notizia certa” degli abusi. Il paragrafo 18 precisa che chi non ottempera all’obbligo di denuncia dei paragrafi 16 e 17 “incorre nella scomunica”.

Dunque non è scomunicato chi denuncia gli abusi ma, al contrario, chi non li denuncia.

L’istruzione dispone pure che i relativi processi si svolgano a porte chiuse, a tutela della riservatezza delle vittime, dei testimoni e anche degli imputati, tanto più se eventualmente innocenti. Non si tratta evidentemente dell’unico caso di processi a porte chiuse, né nell’ordinamento ecclesiastico né in quelli statuali. Quanto al carattere “segreto” del documento, menzionato nel testo, si tratta di un “segreto” giustificato dalla delicatezza della materia ma molto relativo, dal momento che fu trasmesso ai vescovi di tutto il mondo.

Comunque sia, oggi il documento non è più segreto, dal momento che – stimolati dalla lettura dei documenti del 2001 – avvocati in cause contro sacerdoti accusati di pedofilia negli Stati Uniti ne chiesero alle diocesi il deposito negli atti di processi che sono diventati pubblici. Quegli avvocati speravano di trovare nella Crimen sollicitationis materiale per ampliare le loro già milionarie richieste di risarcimento dei danni: ma non trovarono nulla. Infatti, anche l’istruzione Crimen sollicitationis non riguarda in alcun modo la questione se eventuali attività illecite messe in atto da sacerdoti tramite l’abuso del sacramento della confessione debbano essere segnalate da chi ne venga a conoscenza alle autorità civili. Riguarda solo le questioni di procedura per il perseguimento di questi delitti all’interno dell’ordinamento canonico, e al fine di irrogare sanzioni canoniche ai sacerdoti colpevoli.

Un altro inganno del documentario consiste nel sostenere, a proposito della lettera De delictis gravioribus del 2001 sottoscritta dal cardinale Ratzinger, che si tratti del “seguito” della Crimen sollicitationis, che “ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica”. In realtà nella lettera del 2001 non si trova neppure una volta la parola “scomunica”.
Si ribadisce, certo, che le procedure per i delicata graviora sono “sottoposte al segreto pontificio”, cioè devono svolgersi a porte chiuse e in modo riservato. Ma in questo non vi è nulla di nuovo, né il segreto si applica solo ai casi di abusi sessuali. Se c’è qualche cosa di nuovo nella De delictis gravioribus rispetto alla disciplina precedente in tema di abusi sessuali, è il fatto che la lettera crea una disciplina più severa per il caso di abuso di minori, rendendolo perseguibile oltre i normali termini di prescrizione, fino a quando chi dichiara di avere subito abusi quando era minorenne abbia compiuto i ventotto anni. Questo significa – per fare un esempio molto concreto – che se un bambino di quattro anni è vittima di abusi nel 2007, la prescrizione non scatterà fino al 2031, il che mostra bene la volontà della Chiesa di perseguire questi delitti anche molti anni dopo che si sono verificati e ben al di là dei termini di prescrizione consueti.

Con questa nuova disciplina la durezza della Chiesa verso i sacerdoti accusati di pedofilia è molto cresciuta con Benedetto XVI, come dimostrano casi dove, nel dubbio, Roma ha preferito prendere provvedimenti cautelativi anche dove non c’erano prove di presunti abusi che si asserivano...
utente anonimo

#47 25 Maggio 2007 - 09:04

Con questa nuova disciplina la durezza della Chiesa verso i sacerdoti accusati di pedofilia è molto cresciuta con Benedetto XVI, come dimostrano casi dove, nel dubbio, Roma ha preferito prendere provvedimenti cautelativi anche dove non c’erano prove di presunti abusi che si asserivano avvenuti molti anni fa, e la stessa nomina del cardinale americano William Joseph Levada, noto per la sua severità nei confronti dei preti pedofili, a prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Tutte queste norme riguardano, ancora una volta, il diritto canonico, cioè le sospensioni e le scomuniche per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali. Non c’entrano nulla con il diritto civile, o con il principio generale secondo cui – fatto salvo il solo segreto della confessione – chi nella Chiesa venga a conoscenza di un reato giustamente punito dalle leggi dello Stato ha il dovere di denunciarlo alle autorità competenti. Certo, in passato questo non è sempre avvenuto. Il legittimo desiderio di proteggere sacerdoti innocenti ingiustamente calunniati (ce ne sono stati, e ce ne sono, molti) qualche volta è stato confuso con un “buonismo” che ha ostacolato indagini legittime degli Stati. Benedetto XVI ha più volte stigmatizzato ogni forma di buonismo sul tema (si veda per esempio il discorso ai vescovi dell’Irlanda in visita ad Limina Apostolorum, del 28 ottobre 2006): e in realtà il trasferimento della competenza dalle diocesi, dove i giudici spesso possono avere rapporti di amicizia con gli accusati, a Roma mirava fin dall’inizio a garantire maggiore rigore e severità. In ogni caso, le misure prese nell’ambito del diritto canonico per perseguire i crimini di natura sessuale commessi dal clero, e la denuncia dei responsabili alle autorità dello Stato, costituiscono due vicende del tutto diverse. La confusione, intrattenuta ad arte per gettare fango sul Papa, è solo frutto del pregiudizio e dell’ignoranza.

da CESNUR


è utile aggiungere un link importante: all’istruzione “Crimen sollicitationis” che nel 1962, regnante Giovanni XXIII, l’allora congregazione vaticana del Sant’Uffizio trasmise ai vescovi di tutto il mondo su come istruire le cause canoniche contro i sacerdoti che abusano del sacramento della confessione per intessere relazioni sessuali con le loro penitenti, come anche con persone dello stesso sesso e con minori prepuberi.

L’istruzione, in latino, occupa una sessantina di pagine. E si deve al CESNUR, il Center for Studies on New Religions diretto da Massimo Introvigne, se ora è possibile leggerla nel suo testo originale, e non solo nell’equivoca traduzione commentata in inglese finora circolante sul web. Ecco il link in pdf: “Crimen sollicitationis”.




“Il documentario della BBC è tre volte falso”
Article content:
Intervista a Massimo Introvigne di Cristiana Vivenzio
“Solo la rabbia laicista dopo il Family Day può spiegare perché, all’improvviso, un documentario della fine del 2006 ha cominciato a circolare su Internet con sottotitoli italiani, e i vari Santoro hanno cominciato ad agitarsi. Il documentario è merce avariata: quando uscì fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato”. Massimo Introvigne, presidente del Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni), attacca a trecentosessanta gradi e porta le prove che quello della BBC è un documento falso. Per questo si è fatto promotore di un appello, già sottoscritto da una decina di parlamentari e da oltre cinquanta esponenti della cultura italiana, che verrà reso pubblico nella giornata di domani, e che invita i dirigenti della Rai e della Commissione parlamentare di vigilanza affinché il documento non venga mandato in onda in una “rete pubblica sostenuta dal canone di tutti gli italiani”. Nessuna censura, si tratta solo di “selezionare il materiale che viene mandato in onda. La cattiva qualità non può trovare spazio in sedi prestigiose, come la Rai o Mediaset. Se poi pensiamo che il canone siamo noi a pagarlo, a garanzia della qualità di informazione, allora tutto è ancor più grave”.


Certamente il video della BBC apre una questione giuridica prima che morale: a chi spetta la giurisdizione nelle cause penalmente perseguibili?


La Chiesa ha un suo diritto penale, che si occupa tra l’altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c’entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione”.


Nell’appello lei entra nel merito del video della BBC e racconta perché quel video è palesemente inattendibile.


Il documentario afferma tre volte il falso: presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese; attacca Benedetto XVI (per i laicisti il Papa “buono” è sempre quello morto), ma non spiega che la De delictis gravioribus, firmata il 18 maggio 2001 dal cardinale Ratzinger come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha l’unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica di Giovanni Paolo II (Sacramentorum sanctitatis tutela); lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi “crimini più gravi, tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la Dottrina della Fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti”.


Ciò significa che un reato è sempre reato, e che la Chiesa non protegge i “suoi” dalla giurisdizione penale dello Stato in cui il reato viene commesso?


Al contrario, è del tutto evidente che questi documenti, una volta instaurato un giudizio ecclesiastico e quindi a norma del diritto canonico, si occupano del problema di a chi spetta la competenza fra Congregazione per la Dottrina della Fede, che in questi casi agisce “in qualità di tribunale apostolico”, e altri tribunali ecclesiastici. Questi documenti, invece, non si occupano affatto – né potrebbero farlo, vista la loro natura – delle denunzie e dei provvedimenti dei tribunali civili degli Stati. A chiunque conosca, anche minimamente, il funzionamento della Chiesa cattolica è evidente che quando i due documenti scrivono che “questi delitti sono riservati alla competenza esclusiva della Congregazione per la Dottrina della Fede” la parola “esclusiva” significa “che esclude la competenza di altri tribunali ecclesiastici” e non – come vuole far credere il documentario – “che esclude la competenza dei tribunali degli Stati, a cui terremo nascoste queste vicende anche qualora si tratti di delitti previsti e puniti delle leggi dello Stato”.


Quindi , lei dice che di fatto l’ordinamento giuridico degli Stati non c’entra?


È esattamente così.


Ma il documentario della BBC si riferisce anche all’istruzione riguardante il cosiddetto Crimen sollicitationis, letteralmente il crimine di provocazione.


Quell’istruzione fu emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede – che allora si chiamava Sant’Uffizio – il 16 marzo 1962, durante il pontificato del Beato Giovanni XXIII” prima, dunque, che alla Congregazione arrivasse Joseph Ratzinger che all’epoca faceva il professore di teologia in Germania e quindi, com’è ovvio, con l’istruzione non c’entra nulla. Questa istruzione, dimenticata per molti anni e riscoperta nel 2001 solo grazie a nuovi documenti, non nasce per occuparsi della pedofilia ma del vecchio problema dei sacerdoti che abusano del sacramento della confessione per intessere relazioni sessuali con le loro penitenti.


E allora dov’è il nesso fondamentale tra Crimen sollicitationis e pedofilia?


In una parte dell’istruzione si afferma che l’applicabilità della stessa normativa prevista per il Crimen sollicitationis si estenda al cosiddetto crimen pessimus, cioè alla relazione sessuale di un sacerdote “con una persona dello stesso sesso”, e nel paragrafo 73 – per analogia con il crimen pessimus – anche ai casi (“quod Deus avertat”, “che Dio ce ne scampi”) in cui un sacerdote dovesse avere relazioni con minori prepuberi (cum impuberibus). Il paragrafo 73 del documento è l’unico mostrato nel documentario, il quale lascia intendere che gli abusi su minori siano il tema principale del documento, mentre il problema non era all’ordine del giorno nel 1962 e l’istruzione gli dedica esattamente mezza riga. Clamorosa è poi la menzogna del documentario quando afferma che la Crimen sollicitationis aveva lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di segretezza tale per cui “la pena per chi rompe il segreto è la scomunica immediata”.


Vale a dire?


È precisamente il contrario: il paragrafo 16 impone alla vittima degli abusi di “denunciarli entro un mese” sulla base di una normativa che risale del resto al lontano anno 1741. Il paragrafo 17 estende l’obbligo di denuncia a qualunque fedele cattolico che abbia “notizia certa” degli abusi. Il paragrafo 18 precisa che chi non ottempera all’obbligo di denuncia dei paragrafi 16 e 17 “incorre nella scomunica”. Dunque non è scomunicato chi denuncia gli abusi ma, al contrario, chi non li denuncia.


Ma nel documentario si fa riferimento anche ad una sorta di cortina del silenzio...

4:09 PM  
Blogger Salo ha detto...

L'Altra Rossa...grazie :)

9:00 PM  
Anonymous Berto ha detto...

Se è "approssimativo" come lo definisce siro, non si capisce perchè tante polemiche nel farlo vedere?Esiste la libertà di espressione o no?Ai posteri il giudizio, ma lo schifo presente in certi ambienti è noto a tutti, però vige la solita regola italiana "si fa ma non si dice".Tanto a subire sono dei poveri bambini innocenti...
Sulla Gabanelli siro ha detto un'imprecisione. A parte il fatto che cosa nei sai te se è più o meno cattolica? Cmq non lo scartò perchè poco interessante, ma perchè il materiale non era sufficiente per fare una puntata di due ore. E' stato un Giornalista del Corriere (noto giornale comunista) a scrivere male, facendo passare Santoro per il solito polemizzatore!

8:03 PM  
Blogger Salo ha detto...

Caro Berto, la libertà d'espressione da te chiamata in causa ha dei limiti: non si può gettar fango senza prove; non si può calunniare!
Ancor meno credo sia lecito farlo tramite servizio pubblico pagato da tutti...cattolici compresi.

11:37 PM  
Anonymous Berto ha detto...

Apunto perchè è un servizio pubblico lo si deve vedere...non sono tutti cattolici (fortunatamente)!

8:20 PM  

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