venerdì, gennaio 11, 2008




Ribaltamento totale.












Il ribaltamento totale della realtà è ciò di cui noi europei, ed italiani in particolare, siamo vittime ogni giorno, regolarmente, a causa di una cappa mediatico-culturale, che nulla lascia filtrare di quanto potrebbe intaccare i suoi luoghi comuni, a partire dallo stereotipo dell'imperialismo americano.

Così nessuno sta parlando della lenta ma progressiva pacificazione dell'Iraq, della ripresa delle sue attività economiche, del ritorno di molte famiglie nella capitale, del calo impressionante di morti violente, dei primi timidi ma storici passi della democrazia.
Niente da fare: Bush resta il cattivo e sulle sue scelte giuste, come la nuova strategia del "surge" e la nomina di Petraeus, nessuno deve informare.


E senza nessun pudore, gli stessi sinistroidi pacifinti che fanno la morale agli USA rivolgono continui favori giornalistici e lodi politiche al comunista Chavez, grande amico di Fidel, abile civettatore con gli intellettualoidi rossi di casa nostra. Così, mentre ribadiscono che Bush è male mentre Chavez in fondo è un dittatore ragionevole, "casualmente" tralasciano nel dimenticatoio una notizia scomoda: in Venezuela vengono uccise più persone che in Iraq, addirittura il doppio!


Nessuna manifestazione in piazza per loro, nessun corteo di no-global, nessun editoriale scandalizzato sui giornali spazzatura dei marxisti mai pentiti: per D'Alema ci sono equidistanze ed equidistanze, per Diliberto ci sono morti e morti, per Gino Strada ci sono guerre e guerre.

Eh no: una notizia del genere non la sentiremo mai sparata in apertura di tg.

Disturberebbe. Il ribaltamento.










Old Whig










27 Commenti:

Blogger Emanuel ha detto...

Interessante la notizia su Chavez. Certi danno dell'imbecille guerrafondaio al Presidente Usa, ed esaltano poi gente come Che Guevara, notoriamente un pacifista, si dichiarano equidistanti tra Bush e Bin Laden, come se il secondo fosse un benefattore dell'umanità, per non parlare di alcuni magistrati secondo cui certi terroristi in realtà sono guerriglieri (non facciamo nomi: Clementina Forleo).
Si può non condividere la politica di Bush sull'Iraq, si può contestare l'idea della guerra preventiva, si può persino andare in piazza e fare manifestazioni per la pace. Ma per favore, evitiamo di dire stupidaggini.

1:33 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Emanuel, hai perfettamente ragione: anch'io sono convinto che Bush abbia commesso degli errori strategici e militari durante la prima fase del conflitto in Iraq. E' legittimo prendere le distanze dalla politica amreicana; quello che non è legittimo è manipolare l'opinione pubblica, nascondere le buone notizie, dipingere gli USA come guerrafondai mentre se non erro prima dell'11 settembre non c'era nessuna guerra!

2:15 PM  
Blogger Andrea_Teocon ha detto...

condivido, siamo in una situazione davvero pietosa qui in europa purtroppo.

2:55 PM  
Blogger aetius ha detto...

Per certi versi sono d'accordo con te. Per altri però sono in disaccordo. Mi spiego subito. Gli Stati Uniti non sono l'italia, Il Regno Unito non è l'Italia. Neppure la Germania è l'Italia. Io rivendico una storia nostra. Rivendico i nostri successi e i nostri errori. Sono conscio dei pregi e non nego accanitamente i difetti. Ci sono tratti comuni che definiscono una Nazione. Se ti si rizzano i capelli di fronte a questo concetto olistico in effetti questo discorso non ha senso. Ma se ritieni che un popolo non sia soltanto un insieme di individui ma diventi una cosa sola nel momento in cui si crede e si vive un cammino in comune, ammetterai che Italia non è semplicemente un territorio su cui vigono determinate leggi imposte con la coercizione. Io mi chiedo: andrebbe bene un maggioritario per un popolo tanto rissoso e disunito come quello italiano? Potremmo ridurre tutto a due maxi aggregati? E soprattutto: davvero è questo l'indice di democrazia? Studiando Scienze politiche saprai che la democrazia è un concetto astratto e che maggioritario e proporzionale non definiscono affatto il grado in cui tale idea è messa in pratica. Rappresentanza e governabilità sono due istanze tra cui è necessario mediare. Io credo, nonostante la mia appartenenza politica, che un sistema con pochi partiti sarebbe la soluzione migliore e coerente: un partito per la cultura cattolica, uno per quella riformista, uno per quella radicale di sinistra, uno per quella conservatrice, uno per quella liberale e, al massimo, uno per quella autonomista. Sei partiti (al massimo, e non obbligatoriamente) sarebbero anche tollerabili e non si cancellerebbe nè l'istanza di identità e rappresentanza, nè quella di governabilità. Sui programmi, prima delle elezioni, si potrebbero costruire alleanze di programma e di contenuto. E con la sfiducia costruttiva si potrebbe tutelare il governo da ribaltoni. Basterebbe pochissimo. Solo la volontà.
Ti vedo molto filoamericano. Spero di avere altre tue opinioni... anche e soprattutto se non sei d'accordo.
Per quanto riguarda l'articolo in effetti mi hai davvero stupito... non conoscevo questo fatto delle morti in Venezuela. Hai dei dati e delle fonti precise?

3:15 PM  
Anonymous Lugo liberal ha detto...

Gracias por el enlace. Un abrazo. Arrivederci.

5:16 PM  
Anonymous clem ha detto...

Aveva ragione Oriana Fallaci.Siamo difronte allo spappolamento morale e culturale dell'Europa e in particolare dell'Italia.
Un caro saluto,clem

8:56 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Andrea, spero che la Merkel e Sarkozy riescano a cambiare qualcosa, ma ubito ci saranno risultati duraturi fino a quando resisterà la dittatura postmarxista a livello culturale.



Aetius, grazie per la visita. La fonte che ho linkato è il sito Lugo Liberal, ma originariamente ho appreso la notizia leggendo dei blog italiani.



Lugo Liberal, grazie a voi! A presto



Clem, più che spappolamento, si tratta di un vero "suicidio volontario". La Fallaci aveva visto giusto e ora la sua voce indipendente ci manca tremendamente. Un saluto

9:35 PM  
Anonymous pensieroLiberale ha detto...

Proprio stasera il tg della Rai ha fatto un servizio sull'Iraq.
Dalle parole del cronista traspariva tutta la precarietà della situazione Irakena.
Dunque il tuo post inquadra perfettamente la situazione.
Dell'Iraq vogliono dare una pessima immagine.
E non li smonti.
Il messaggio è chiaro.
Si stava meglio quando si stava peggio.
W la Rai.

10:25 PM  
Anonymous Dolcelei ha detto...

Purtroppo così va il mondo quando è manipolato per benino..e che dire che gli stessi che se ne lamentano sono loro che lo fanno di routine?
Bisogna informarsi da più fonti e non credere a tutto ciò che si sente e ci danno da bere.
Buon weekend a te ^_^

11:02 AM  
Blogger Gabriele ha detto...

"Proprio stasera il tg della Rai ha fatto un servizio sull'Iraq.
Dalle parole del cronista traspariva tutta la precarietà della situazione Irakena."

Dunque, capisco che in Iraq la situazione stia migliorando, ma credo che ancora non sia esattamente il paradiso. Etichettare un giornalista che parla di situazione precaria in Iraq come uno svitato fuori dalla realtà o ribaltatore della verità mi sembra un po' esagerato...

Come mi sembra un po' esagerato prendere per bibbia ogni parola dei generali USA...credo che l'equilibrio sia necessario per entrambe le fonti...

1:55 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

PensieroLiberale, in effetti la Rai è uno dei tanti problemi che abbiamo. Poi forse ancor più grave è la dittatura culturale della Sinistra nei libri di testo delle scuole e sulle cattedre universitarie. L'antiamericanismo parte da lì.



Dolcelei, hai ragione: in Italia si lamentano tutti perchè Mediaset è di Berlusconi, mentre se c'è chi fornisce un servizio di parte è proprio la rete pubblica!
Buon Week end



Gabriele, nessuno ha detto che l'Iraq è un "paradiso". Stiamo solo rilevando che si usano due pesi e due misure per quando le cose vanno peggio e quando vanno meglio.
O per quando i morti ammazzati stanno in Iraq e quando stanno sotto Chavez.

2:08 PM  
Blogger Bobo ha detto...

I giornalisti in Italia fanno ben poca informazione e molto intrattenimento. Quando parlano di politica estera poi sembra che raccontino la trama di un feulleitton ottocentesco, con i buoni-buoni, i cattivi-cattivi, i simpatici e gli stupidi,senza alcuna sfumatura, perchè sennò gli spettatori potrebbero non divertirsi...Tutto dipende dall'etichetta che un personaggio guadagna. Prendete Chavez: non importa quanto male faccia al suo popolo, lui per i nostri media sarà sempre "l'istrionico e inoffensivo capo di stato latino americano". Non importa che Bush stia ottenendo buoni risultati in Iraq e addirittura strepitosi nella lotta all'aids nel mondo (vedi qui: http://www.nytimes.com/2008/01/05/washington/05aids.html?ref=policy ), non importa che sia, ad oggi, il presidente che ha ottenuto più voti di tutta la storia americana, per i media italiani rimarrà sempre "l'ebete che non ne fa una giusta e che ha espropriato della poltrona quel sant'uomo di al gore". Se uno vuole essere ben informato, non può limitarsi a leggere i giornali e guardare la tv italiana, affetti da un provincialismo esasperato...

3:48 PM  
Blogger Luca ha detto...

Cara vecchia ideologia. Impossibile per qualcuno abbandonarla, anche se è evidente che ha fallito ovunque abbia tentato di attecchire.
Il problema è che questi irriducibili sono alla guida dei giornali e dei gruppi editoriali più influenti in Italia.
E poi l'informazione non sarebbe libera perchè Berlusconi possiede Mediaset.

Petraeus ha ricevuto qualche articolo qui e là quando era impossibile non dare conto di alcuni avvenimenti o cambiamenti. Ovviamente accompagnati dai commentini critici per il "resto che non va".
In qualsiasi altro momento in cui la pubblicazione delle notizie fosse discrezionale, ovviamente tale pubblicazione è saltata.

Saluti.
Luca.

4:27 PM  
Anonymous tilt64 ha detto...

Caro Salo, a volte la tua verve ti fa andare oltre il merito, accomunando argomenti diversi in un'unica entità allo scopo, credo, di rendere più efficaci le tue invettive.
Su Google si trovano molti studi inerenti il numero di vittime civili in Iraq. Secondo uno studio di una delle più autorevoli riviste scientifiche del mondo, la britannica "The Lancet" (http://www.thelancet.com/webfiles/images/journals/lancet/s0140673606694919.pdf
i morti dal 2003 al 2006 sono stati più di 600mila. La ricerca dice che in effetti nel 2006 sono diminuiti i morti causati da azioni della coalizione. Che le cose vadano meglio in Iraq secondo me si capisce essenzialmente dal fatto che sono diminuite le notizie di attentati. Bene hanno fatto i generali Usa a rendersi conto che l'unico modo per diminuire i disastri era addivenire ad accordi con la parte sunnita e (udite udite!)con parti della nomenclatura baathista..
D'altra parte Chavez è un dittatore parecchio fuori di testa, che ha vinto le prime elezioni anche grazie al fatto che i precedenti governi filo USA redistribuivano ben poco delle ricchezze provenienti dal petrolio. Nel 1998 il 47% della popolazione era infatti sotto la soglia di povertà
(http://www.mondolatino.it/lemappe/venezuela.php
Mi citi qualche articolo incensante Chavez apparso su giornali nazionali o servizi nei TG?
Infine, ti supplico: basta con questa storia della predominanza culturale della sinistra ("..la dittatura culturale della Sinistra nei libri di testo delle scuole e sulle cattedre universitarie..)
Insomma il silviaccio è padrone della più grande casa editrice italiana e del l'unuica tv libera italiana..o un comunista pure lui?
:-))
A presto

5:04 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Bobo, la nostra informazione è un disastro. Fai bene a parlare di provincialismo, perchè una parte considerevole della nostre notizie sono vuote parole o mancano clamorosamente il bersaglio! Un esempio: l'ultima conferenza stampa di Sarkozy qui in Italia ha avuto risalto solo per la questione dell'amore con l'italica Bruni, mentre nessuno si è accorto che il Presidente francese ha affrontato pure temi ben più importanti, e che tra l'altro avevano a che fare proprio col nostro Paese (ad esempio l'allargamento del Consiglio di Sicurezza ONU).

7:53 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Luca, è un po' la stessa cosa che avviene col conflitto israelo-palestinese: due pesi e due misure mediatiche. Due pesi e due misure (mediatici).

7:57 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

Tilt, quello che dici è vero ed infatti io non nego i morti causati dalla guerra. Mi arrabbio casomai perchè i morti accidentalmente causati dagli americani sono stati sempre piazzati in apertura di tg, mentre per tutti gli anni precedenti i morti volutamente e criminalmente provocati dal regime di Saddam non eran degni nemmeno del fondo del rotocalco di mezzanotte! Non so se ora mi sono spiegato meglio...
Per rendersi conto di quanto siano ipocriti i nostri mezzi d'informazione basta pensare che sono riusciti a gestire un evento mediatico mondiale come la rivolta in Birmania senza dire mai che il regime in questione era (ed è) comunista, ma limitandosi ad un generico "militare"!

Infine.

"Insomma il silviaccio è padrone della più grande casa editrice italiana e del l'unuica tv libera italiana..o un comunista pure lui?"
Vedi Tilt, questa è la solita questione: Silvio non è un ideologo, nè un idealista. Silvio è un imprenditore e Mediaset è la sua impresa: se per far più soldi con Mediaset deve lanciare e far andare in onda comici di sinistra (cosa che fa da sempre), lui lo fa; se per avere successo deve adeguare il suo principale tg (TG5) alla media, allo standard di informazione provincialotta che c'è in Italia e ridurne un altro (Studio Aperto) ad accozzaglia di pseudoservizi su panda, delfini, ballerine, e calendari lui lo fa; se uno palesemente di sinistra come Mentana fa audience lui lo mantiene a vita! E in un certo senso è costretto a fare così, perchè non c'è nessuno che se poi vanno male gli ascolti gli paga il canone!
Per questo Mediaset tutto è tranne che una tv di destra.

8:10 PM  
Anonymous Politicrack ha detto...

Ma se hanno avuto la faccia tosta di negare le foibe per 30 anni, non ci dobbiamo meravigliare di questo. Una soddisfazione che ho avuto di recente e' quella di sentire alcune persone che mi stanno intorno dire "e' stato un errore votare questa coalizione".
E' gia' qualcosa.
Fa ben sperare.
Saluti.

2:15 AM  
Blogger Old Whig ha detto...

Politicrack, effettivamente le foibe sono un esempio tragico di questa dittatura culturale e hai fatto bene a ricordarle.
Sulla coalizione da votare, il caos che regna ora mi farebbe avere grossi dubbi anche su quale partito scegliere all'interno del Centrodestra, se si votasse oggi.
Da conservatore liberale, mi vedo rappresentato molto poco, e solo a livello personale (da gente come Pera, Giovanardi), non di partito.
Certo molti di quelli che votarono Prodi si stanno magiando le mani... :)

11:42 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

ottimo intervento. oggi domenica 13 si ha notizia che chavez se la intende con la naomi, la quale si esprime in maniera piu' che positiva sulle prestazioni dell'amante. E questa la dice lunga sullo spessore morale e sugli obiettivi dei politici progressisti.
300705

12:42 PM  
Anonymous tilt64 ha detto...

Ehilà Salo: hai sentito il tg3 di stasera come ha raccontato l'Iraq? Una smentita bella e buona del tuo post.
Quanto a presidente e modella, al tuo ospite vorrei dire che mi sa che Chavez era geloso di Sarkosy.
Che è un noto progressista..
O no?

7:16 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

300705, beh, per essere uno "che sta col popolo" si è scelto una ragazza piuttosto viziatella... :)



Tilt, non credo che basti un misero servizio a smontare il mio post. Il mio post parla dell'intero modo di (non) raccontare cos'era la dittatura di Saddam e cos'è quella di Chavez, opposto al modo di raccontare cos'è stata la guerra in Iraq: si tratta di un argomento che copre gli ultimi cinque anni di servizi, interviste, trasmissioni, libri, editoriali...

7:46 PM  
Anonymous tilt64 ha detto...

OW era una battuta..non te la prendere.
Su Saddam si dissero davvero molte cose fin dal 1990, e davvero non c'era nessuno che vedesse in lui un leader di una moderna democrazia. Perfino Bush padre lo considerava un elemento stabilizzante per l'area, tanto che non se la sentì di "finire" l'opera iniziata.
La realpolitik americana si è sempre fatta un baffo delle dittature, guardando alla stabilità del quadro.
Non è un giudizio di merito, solo una constatazione.
Quanto a Chavez..ripeto che è piuttosto matto e farà danni al suo paese..

9:28 PM  
Blogger Old Whig ha detto...

"La realpolitik americana si è sempre fatta un baffo delle dittature, guardando alla stabilità del quadro."

E ci mancherebbe altro, se no dovrebbe fere guerra a metà degli stati della Terra.

10:16 PM  
Anonymous Michelangelo ha detto...

Ridevo spesso dei discorsi dei pacifisti di casa nostra, ma la notisia delle morti in Venezuela ha reso il mio riso molto più amaro..
Quelle idee uccidono la persona, non c'è niente da fare..
Per fortuna ci sono i blog, almeno qualche vera informazione circola ancora..

10:47 PM  
Anonymous tilt64 ha detto...

Appunto caro OW, e dunque tra le ragioni dell'intervento in Iraq, l'abbattimento di un feroce dittatore non è da ritenersi in cima alla classifica..

8:03 AM  
Blogger Old Whig ha detto...

Sì Michelangelo, peccato che siano solo briciole rispetto alla solita trita e ritrita propaganda antiamericana.



Tilt, non è da ritenersi in cima alla lista nemmeno il petrolio, come provato dal fatto che gli USA sono tra le potenze mondiali meno interessate economicamente alla zona (leggi l'articolo che ho riportato qualche post fa per rendertene conto).
In realtà ciò che interessa maggiormente agli USA è la stabilità politica del Golfo Persico, perennemente minacciata dalle teste calde della zona (Saddam, Ahmadinejad, ...).

2:10 PM  

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