venerdì, dicembre 22, 2006

Omicidio è la parola corretta.
Welby non è stato liberato, è stato ucciso. Questa è la verità, che pochi hanno il coraggio di dire.
La (non)cultura della morte ha trionfato ancora una volta sulla cultura della vita. Non è un paese civile quello in cui invece di discutere si uccide e, davanti alle telecamere, ci si pavoneggia di averlo fatto. Tutto questo per cosa? Per avere qualche voto in più, per essere sulle prime pagine dei giornali, per risollevare un partito, quello dei Radicali, che alle ultime elezioni ha fatto pena!?
Ecco, per tutte queste "nobilissime" ragioni si è strumentalizzata una vicenda umana e, alla fine, la si è spenta, come se fosse una lampadina difettosa.
Oggi non è il giorno della liberazione; oggi non è il giorno di una conquista: oggi è il giono della vergogna; oggi è il giorno della sconfitta. La sconfitta della vita, di fronte alla tracotanza di un uomo per nulla umano.
Nessuno sembra rendersi conto che porre eccezioni sempre più numerose alla sacralità ed intoccabilità della vita umana è un processo pericolosissimo. Nessuno sembra ricordarsi che la dignità della vita va difesa dal concepimento fino alla morte naturale.
Lo stato non può dare ciò che non ha: lo stato non può fornire al cittadino il diritto di morte, perchè questo diritto, che non esiste, lo stato liberale non ce l'ha mai avuto. Come si può donare qualcosa che non si ha?
E, soprattutto, come si può chiamare dono o liberazione qualcosa che, vocabolario alla mano, è solo omicidio?
Salo

7 Commenti:

Anonymous Metafisico ha detto...

SOno contento di trovare qualcuino che la pensa come me in questo mare di nichilisti

8:09 PM  
Blogger Salo ha detto...

Ciao Metafisico! Siamo sempre di meno, ma cerchiamo di resistere!

10:59 PM  
Anonymous max ha detto...

voglio vedere tu al suo posto....

4:52 PM  
Blogger Salo ha detto...

Max, io non ho espresso giudizi su Welby, quindi la tua provocazione non regge.
Inoltre ci sono molte persone che, pur essendo in condizioni simili a quelle di Welby, stanno dalla parte della vita e sono contrarie all'eutanasia.

3:03 PM  
Anonymous Bloccomc ha detto...

Salo Max ha ragione, ma io te lo dirò in modo più profondo affinchè tu possa capirlo meglio... Wittgestein disse: "Non bisogna parlare di ciò che non si sa"...
Quella di Welby non è nè omicidio nè liberazione, è la possibilità di un uomo che l'aveva chiesto di andarsene dignitosamente,ma purtroppo a Catechismo quando eri più piccolo ti hanno infarcito la testa di queste stronzate da preti ipocriti.. Ma la tanto decantata Pietas Cristiana dove è finita?? Quel poveretto bvoleva solo andarsene senza altre inutili e atroci sofferenze e in questa battagli sono schierato appieno con il partito Radicale,magari avranno sfruttato anche loiro lamalattia di Welby maalmeno sono stati l'Unico partito a ssostenerlo veramente, ma finchè in Itali aleggia l'ombra corrotta della DC e di quell'avvoltoio nazista di un Vescovo di Roma (senza contare il mare di ciellini che lo seguono) non riusciremo a morire per nostra volontà: strilleranno tutti è omicidio! è suicidio! finisci all'inferno, nel Limbo, in purgatorio, c'è scritto nella Bibbia... Mi fanno ridere I pinguini ipocriti Cattolici

9:30 PM  
Anonymous Blocco ha detto...

Ah, queste cose valgono ancheper te Metafisico le ho dette al Salo mavisto che tu hai la stessa opinione distorta dell'Eutanasia...
Spiacente Salo sulla politica ti posso anche seguire fino ad un certopunto,ma sulla religione ti hanno indottrinato un pò male... se c'eri tu la chiedevi 10 anni prima di Welby l'eutanasia e non venirmi a raccontare stronzate tipo non è eutanasia o l'anno convinto i radicali o chissà che altro ancora....

9:34 PM  
Blogger Salo ha detto...

Qui la questione non è cosa avrei fatto io. Io sono una merda, un peccatore certo peggiore di te, visto che io ho avuto la fortuna di incontrare Cristo, ma nonostante questo continuo a peccare.
Fossi stato Welby? Probabilmente, come dici tu, avrei ceduto ancor prima!
Ma non è di questo che si discute! Non mi permetto di giudicare la persona, ma l'atto in sè e per sè. E l'atto è tecnicamente un omicidio, che non rispetta il valore indisponibile della vita umana.

Se invece mi parli di accanimento terapeutico, allora sono d'accordo che va evitato, però è una cosa del tutto diversa, che non c'entra con questo caso, e per la quale comunque non c'è bisogno di una legge, perchè l'accanimento terapeutico cambia da singolo caso a singolo caso.

Insomma: va bene interrompere l'accanimento terapeutico.
Ma l'eutanasia è un'altra cosa e ad essa sono contrario.

10:01 AM  

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page